La Sonnambula
Autore: Vincenzo BelliniAMINA, Soprano
Libretto: Felice RomaniELVINO, Tenore
Fonte: La Somnambule, E. Scribe, G. DelavigneIL CONTE RODOLFO, Basso
Atti: DueLISA, Soprano
Prima: 6 marzo 1831TERESA, Mezzosoprano
Teatro: Carcano, MilanoALESSIO, Basso
UN NOTARO, Tenore
Contadini e contadine
Trama
Ambientazione: Un villaggio della Svizzera in epoca indefinita.
Atto I, quadro I: villaggio. In fondo si scorge il mulino di Teresa, un torrente fa girare la ruota.
Si festeggiano le nozze fra Elvino ed Amina, un'orfana allevata dalla mugnaia Teresa. L'unica ad essere scontenta è l'ostessa Lisa, anch'essa innamorata del giovane possidente, che rifiuta le proposte amorose di Alessio, un altro giovane del villaggio. Al villaggio giunge un nobiluomo, che mostra di conoscere molto bene quei luoghi, ma che nessuno dei contadini riconosce. Si tratta del conte Rodolfo, figlio del defunto signore del castello. Il gentiluomo, che si stabilisce nella locanda di Lisa, rivolge alcuni complimenti ad Amina, dicendole che il suo viso le ricorda quello di una donna che egli aveva conosciuto molti anni prima. Prima di salutarlo, i contadini lo avvertono che il paese è popolato dalla sinistra presenza di un fantasma, ma il colto signore giudica le loro parole frutto di pura superstizione. I complimenti del Conte hanno acceso la gelosia di Elvino che, rimasto solo con lei, rimprovera la futura sposa.

Quadro secondo: stanza nell'osteria. Di fronte una finestra, da un lato porta d'ingresso dall'altro un gabinetto. All’interno un sofà e un tavolino.
Nelle sue stanze, il conte Rodolfo è intento a corteggiare Lisa. Quando si sentono dei passi, l'ostessa fugge precipitosamente, ma prima riconosce Amina, che in stato di sonnambulismo sta recandosi nella stanza del Conte. La sonnambula si rivolge affettuosamente al nobiluomo, pronunciando il nome del futuro sposo, descrivendo la cerimonia delle sue nozze e infine chiedendogli di abbracciarla. Rodolfo non sa che fare. Il gentiluomo decide di non approfittare della situazione e abbandona la stanza senza svegliare la sonnambula. Nel frattempo un gruppo di contadini arriva alla locanda per salutare il conte (di cui hanno scoperto l'identità); Lisa, maliziosamente, conduce tutti alla stanza di Rodolfo, dove sorprendono la giovane Amina adagiata sul divano. Lo sconcerto è generale. Elvino, sconvolto, rompe il fidanzamento, mentre la ragazza, svegliatasi, inconsapevole di quanto è accaduto, non trova le parole per giustificarsi.

Atto II, quadro primo: ombrosa Valletta fra il Villaggio e il Castello.
Mentre un gruppo di contadini si reca dal Conte per convincerlo a prendere le sue difese, Amina cerca consolazione nell'affetto della madre. Amina incontra in Elvino che, straziato per ciò che è accaduto, le ricorda come lo abbia reso il più infelice tra gli uomini e le strappa l'anello di fidanzamento.

Quadro secondo: villaggio come nell'atto I.
Il conte Rodolfo tenta di spiegare ai contadini cosa sia il sonnambulismo e di far recedere Elvino dalle sue posizioni. Il giovane, per ripicca, ha ormai deciso di andare a nozze con l'ostessa Lisa. Il paese è quindi nuovamente in festa in vista di una nuova possibile cerimonia nuziale, ma quando Lisa ed Elvino passano davanti al mulino di Teresa, la donna accusa Lisa di aver commesso lo stesso reato di Amina, portando come prova un fazzoletto appartenuto all'ostessa e trovato nella stanza del conte Rodolfo. Elvino si sente nuovamente tradito, quando fra la meraviglia generale, si vede Amina camminare in stato di sonnambulismo sul cornicione del tetto di casa. È la prova che il conte Rodolfo aveva ragione. Contemplando il fiore appassito che Elvino le aveva donato il giorno prima, la sonnambula canta il suo amore infelice, ascoltata da tutti, e quando si desta può finalmente riabbracciare l'amato Elvino. Il villaggio, nuovamente in festa, si prepara per le tante sospirate nozze.

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