Strauss Richard
(Monaco di Baviera 11 giugno 1864 – Garmisch-Partenkirchen 8 settembre 1949)

Compositore e direttore d’orchestra tedesco. Cresciuto in una famiglia abbastanza agiata (il padre era primo corno dell'Orchestra del Teatro di Corte di Monaco e la madre era della famiglia dei birrai Pschorr) e con grandi interessi musicali, si appassionò alla musica ed iniziò a comporre già all'età di sei anni.
Ancora fresco di studi, nel 1885 fu compagno di Hans von Bülow nella direzione dell’orchestra  di Meiningen. Dopo un primo viaggio in Italia e il pellegrinaggio a Bayreuth, fu nominato maestro sostituto all’Opera di Monaco e dal 1889 al 1894 Kapellmeister alla corte di Weimar.
 Dopo l’esordio a Bayreuth, divenne nel 1894 direttore musicale alla corte di Monaco e nel 1898 alla cappella reale di Berlino; nella capitale diresse dal 1908 al 1918 l’Opera di corte. Dal 1919 al 1924 lavorò all’Opera di Vienna al fianco di Franz Schalk e nel 1933 assunse la presidenza del Musikkammer del Reich, ruolo che lasciò nel 1935.
Al crollo del nazismo emigrò in Svizzera. Nel 1947 venne assolto dall’accusa di collaborazionismo. Partito da un gusto classico-romantico, assorbì l’influenza di Wagner e cominciò ad affermarsi con matura originalità in un gruppo di poemi sinfonici, da Don Giovanni (1887) a Morte e trasfigurazione (1889), Till Eulespiegel (1895), Così parlò Zarathustra (1896), Don Chisciotte (1897), Vita d’eroe (1898); in seguito prevalse distintamente in lui l’interesse per il teatro musicale, e la trascinante forza inventiva, l’evidenza gestuale, l’esuberanza vitale che si erano affermate nei poemi sinfonici si trasferirono nelle inquiete ambiguità di Salomè (1905), da Wilde, o nella selvaggia violenza di Elettra (1909), le opere di Strauss furono più vicine al clima e alle tensioni armoniche dell’espressionismo.
La collaborazione con Hofmannstahl, iniziata con Elettra, proseguì in una chiave completamente diversa, di struggente malinconia retrospettiva, nel Cavaliere della Rosa (1911), in Arianna a Nasso, la donna senz’ombra (1919) e in Arabella (1933). Anche dopo la morte di Hofmannstahl la vena di Strauss si conferma incline a una attenuazione delle tinte e delle tensioni (le scelte stilistiche radicali gli erano comunque fin dall’inizio estranee), fino ai colori argentei e alla rassegnata mestizia di Capriccio (1942) e al consapevole, doloroso congedo segnato da Metamorphosen (1945) e dai Quattro ultimi Lieder (1948).