Orff Carl
(Monaco di Baviera, 10 luglio 1895 – Monaco di Baviera, 29 marzo 1982)

Nato da una famiglia bavarese di militari dediti sia alla musica che agli studi storici; il nonno Karl Koestler, fu tra i fondatori, nel 1866, dell'associazione orchestrale dilettantesca Wilde Gung'l, ancora oggi esistente. Il padre, Heinrich Maria Orff, suonava il contrabbasso nell'orchestra dei Wilde Gung'l e il pianoforte, mentre sua madre, Paula Koestler, era un'ottima pianista, formatasi sotto la guida di Joseph Giehrl, allievo a sua volta di Franz Liszt e amico di Richard Strauss. Carl iniziò a cinque anni lo studio del pianoforte, perfezionandosi più tardi sotto la guida del compositore e pianista Hermann Zilcher, prese poi delle lezioni di organo e di violoncello. Dal 1912 al 1914 studiò presso la Akademie der Tonkunst di Monaco, nella classe di composizione di Anton Beer-Walbrunn. Orff prestò servizio durante la prima guerra mondiale, si congedò, nel 1918, come assistente Kapellmeister presso l'Opera di Mannheim, a fianco di Wilhelm Furtwängler, e quella di Darmstadt. Tornato a Monaco nel 1919, intraprese lo studio degli "alte Meister", gli "antichi maestri" dei secoli XVI e XVII (Orlando di Lasso, William Byrd, Haßler, Dietrich Buxtehude ecc.): determinante per la sua maturazione fu soprattutto lo studio delle opere di Claudio Monteverdi, del quale allestì, a partire dal 1923, importanti rielaborazioni.
Attivo come direttore d’orchestra, nel 1924 fondò a Monaco, in collaborazione con la moglie, la Guntherschule, una scuola di ginnastica, musica e danza, basata sui principi di educazione musicale di E. Jaques-Dalcroze. E’ stato anche direttore del Bachverein e, dal 1950 insegnante al conservatorio di Monaco. Influenzato dapprima dal tardo romanticismo tedesco, dall’impressionismo e dal primo Schönberg, si accostò poi gradualmente (anche attraverso il lavoro per la sua scuola da lui fondata) a uno stile del tutto nuovo e diverso, tanto che rinnegò tutte le composizioni scritte prima del 1935.
Orff morì nel 1982, all'età di 87 anni, e fu sepolto nella chiesa barocca dell'abbazia benedettina di Andechs, sulle rive del lago di Ammersee, una trentina di km a sud di Monaco. La sua lapide, oltre al nome ed alle date di nascita e di morte, riporta l'iscrizione in latino: "Summus Finis" (Il fine supremo), le ultime parole, insieme a "ta pànta Nous" ("Tutto è Spirito") della terza parte (Dies illa) dell’Opera "De temporum fine comoedia".
Fra i suoi allievi più importanti ricordiamo i compositori Wilhelm Killmayer e Winfried Hiller. La produzione tipica di Orff, nella quale è evidente l’influsso delle contemporanee correnti neoclassiche, è caratterizzata da una insistenza ritmica quasi ossessiva, dall’uso prevalente di strumenti percussivi, non di rado esotici, e da una declamazione stentorea e scandita, elementi che hanno procurato una facile diffusione ai suoi lavori teatrali, specialmente al trittico intitolato i Trionfi, composto dalle opere-cantate o opere-balletti (tutte in un atto) Carmina Burana (1937), Catulli Carmina (1943) e Trionfo di Afrodite (1953). Le medesime peculiarità stilistiche si ritrovano nelle altre opere di Orff che precedono o seguono il trittico, quali Die Kluge (la sapiente, 1943), Antagonae (1949), Oedipus der Tyrann (Edipo il tiranno,1959) e Prometeo (1968), Orff ha scritto anche musica sinfonica strumentale e corale, oltre a un notissimo metodo per l’insegnamento della musica ai bambini (Schulwerk), basato sull’unità di musica, danza e parola.