Offenbach Jaques
(Colonia, 20 giugno 1819 – Parigi, 5 ottobre 1880)

Compositore tedesco naturalizzato francese. Nato a Colonia, dal 1833 intraprese gli studi presso il Conservatorio di Parigi e fu allievo di Fromental Halévy.
Cominciò la sua carriera suonando come violoncellista presso il Teatro dell'Opéra-Comique. Noto per il suo virtuosismo con lo strumento, suonò al fianco di famosi pianisti come Anton Rubinstein, Liszt e Mendelssohn.
Dal 1855 al 1860 diresse l’orchestra del Théatre Français. In quegli anni compose la sua prima opera di grandi dimensioni, l’Orfeo all'inferno.
Dal 1855 al 1861 gestì il Théatre des Bouffes, mentre le suo operette conoscevano successi sempre più importanti. Dopo un periodo di attività come impresario (dal 1873 al 1875, con il Théatre de la Gaîté), si dedicò unicamente alla composizione.
Il nome di Offenbach coincide con la nascita dei primi trionfi dell’operetta (nome da lui inventato nel 1856 sua "La Rose de Saint-Flour"). Nella sua grande produzione è oggetto di satira la Francia del II Impero. Il suo straordinario successo fu dovuto al fatto che il pubblico di quegli anni riconosceva, nei suoi lavori, il proprio atteggiamento superficiale e spregiudicato, la propria spiritosa sterilità.
Offenbach era ebreo e di origine tedesca e la sua elaborazione dei caratteri dello stile francese non bastava, secondo il parere di Saint-Saëns, a cancellare “l’impronta germanica”; ma fu proprio l’accurata simulazione di qualità non native a conferire al suo stile una grande forza pungente nella sua estrema oggettività. La lucidità di uno sguardo buttato sul mondo che lo circondava prende un particolare sapore: quella dimensione “classica” alla quale Offenbach (che Rossini chiamava "il piccolo Mozart degli Champs Elysées") si riferiva costantemente.
Lo spirito e la saggezza dei libretti erano condizione indispensabile alla riuscita di un’operetta; e Offenbach trovò in L. Halévy e H. Meilhac degli eccellenti collaboratori. I suoi migliori lavori sono, probabilmente, l’Orphée aux enfers (1858) e la belle Hélene (1864), che puntano a colpire l’ambiente contemporaneo. Questo si percepisce meglio nella Grande-duchesse de Gérolstein (1867), dove vi si può leggere la profezia del crollo del II Impero a Sedan (1870). Fra le molte altre operette (circa 95) ricordiamo Barbe-Bleue (1866), La Périchole (1868), La vie parisienne (1866). L’ultimo lavoro di Offenbach è Les contes d’Hoffmann, un’opéra-comique, rimasta incompiuta nella strumentazione e terminata da E. Guiraud (rappresentata postuma nel 1881).