Brahms Johannes
(Amburgo 7 maggio 1833 – Vienna 3 aprile 1897)

Brahms nacque da una famiglia modesta, secondo di tre figli. Le basi musicali ricevute dal padre gli permisero rapidamente di guadagnarsi da vivere in orchestrine locali. Si valeva intanto della guida di Eduard Marxsen (al quale dedicò il suo Concerto per pianoforte n. 2, Op.83), nello studio della composizione.
A vent’anni, nel corso di una tournée conobbe Joseph Joachim che lo inserì nei più influenti circoli musicali tedeschi. Decisivo per la sua formazione fu l’incontro con Schumann a Düsseldorf. Vedendo in Brahms una sorta di rimedio alla corrente “progressista” rappresentata da Liszt e Wagner, Schumann indicò al pubblico il giovane musicista, in un vivace articolo sulla “Neue Zeitschrift für Musik” (Nuovo Giornale della Musica, pubblicato a Lipsia e co-fondato dallo stesso Schumann nel 1834), come una promessa della nuova generazione. Negli anni successivi, al vita affettiva di Brahms fu segnata da una profonda devozione per Clara Schumann, alla quale rimase vicino durante la malattia del marito.
Il decennio 1853-62 fu per lui un periodo di preparazione e di studio capillari. Sostenuto dall’amico Joachim, Brahms studiò esercizi di contrappunto sempre più ardui e si accostò alla tecnica degli strumenti in orchestra, allo scopo di allargare il suo orizzonte tecnico-stilistico, fino ad allora limitato alla composizione dei Lieder e dei pezzi per pianoforte. È di questi anni un notevole gruppo di composizioni corali e per organo, spesso di straordinaria complessità tecnica, alle quali diede un notevole contributo di esperienza l’attività svolta dal compositore, fra il 1857 e il 1859, presso la corte del principe di Lippe-Detmold come maestro di cappella.
Nel 1859-62 Brahms giunse alle forme più impegnative della musica da camera, ricordiamo in particolare i 2 quartetti con pianoforte op. 25 e op. 26, le composizioni sinfonico-corali, come Un Requiem tedesco (Ein Deutsches Requiem) e il Canto del destino (Schicksalslied). Il suo sviluppo artistico fu lento e continuo. La sua attività creativa fu contrassegnata da un costante impegno culturale, da una profonda meditazione, da una meticolosa accuratezza.
Nel 1862 fece il primo viaggio a Vienna e nel 1863 vi si stabilì definitivamente. Fu lì che avvenne il suo unico incontro con Wagner e soprattutto, nel 1870, conobbe Hans von Bülow, il grande direttore che divenne suo amico e uno dei suoi principali estimatori. Il successo che in pochi anni riuscì a conquistare gli permise di vivere dei soli proventi delle sue composizioni e delle tournée, in varie città europee, compiute come pianista e come direttore delle proprie musiche.
Nell’ultima fase della sua carriera l’ideale supremo della sinfonia appare ormai conquistato e il pianoforte ha dunque esaurito la sua funzione propedeutica. È solo allora che Brahms si rivolge al genere delle confessioni pianistiche, dei brevi pezzi intimi, delle fantasticherie, che era stato invece congeniale fin dall’inizio a Schubert, Chopin e Schumann.
Diventato, negli ultimi anni, ancora più chiuso e intrattabile, morì a Vienna di un cancro al fegato il 3 aprile 1897, pochi mesi dopo la sua amica di una vita, Clara Schumann.
Fu sepolto nel cimitero di Vienna, nel "Quartiere dei musicisti".