GALLARATE NELLA STORIA
Gallarate faceva parte, con parecchie località vicine, del Capitanato del Seprio così chiamato perché il suo capoluogo era Castelseprio e nell’epica lotta conto Federico Barbarossa, il Seprio fu dal principio, con Pavia, Novara, Cremona, Como, Lodi e altre città, di parte imperiale.
Nell’assedio del 1162, che finì con la distruzione di Milano, fra i nemici di questa troviamo anche i Sepresi, che saccheggiarono e distrussero la Porta Nuova.
Ma nell’aprile 1167 nasceva a Pontida, con solenne giuramento, la Lega Lombarda
Il 27 novembre 1237, a Cortenuova, erano disfatte le milizie dei milanesi e dei loro confederati. Tra i nomi dei prigionieri troviamo alcuni nobili di questi luoghi. Ma di lì a poco gli alleati prenderanno la rivincita a Camporgnano.
Gallarate e il suo territorio furono più volte teatro delle lunghe e sanguinose lotte fra Torriani e Visconti, che si disputavano la signoria di Milano.
Il 13 luglio 1258 si ha notizia di una gran zuffa intestina tra nobili e plebei, in Gallarate. I nobili ebbero la peggio e furono giustiziati dove ora sorge la colonna che il popolo chiama crozetta (crocetta) in piazza Maggiore. Quattro anni dopo (1262) i Torriani, trionfanti a Milano, spediscono a Gallarate 200 fanti e balestrieri milanesi che eseguono l’ordine di atterrare i bastioni. È viva ancora oggi la tradizione nel popolo di dire: Andemm foera di pont, de dree di foss (Andiamo fuori dai ponti, dietro ai fossi), nonostante non vi sia più traccia delle antiche fortificazioni. Rimangono anche i nomi di due vie (Postcastello e Postporta) a ricordare lo stesso fatto.
Nel 1276 i milanesi sono sconfitti, presso Castel Seprio, da Napo della Torre e ventidue uomini illustri, fra cui i due capi, fatti prigionieri dai Torriani, sono decapitati sulla piazza di Gallarate e – dice il Giovio - «furono per certo scherno le teste di tali uomini appoggiate al timone di un carro, e quivi, ritornando spesso il colpo, crudelissimamente tagliate».
Ma i Visconti si presero una solenne rivincita, impadronendosi della rocca di Castel Seprio, il 28 marzo 1287. Il castello fu raso al suolo e la sede del vicariato ducale, o capitanato, fu trasportata a Gallarate. Il capitano del Seprio, all’atto della sua elezione in Gallarate, giurò di provvedere al bene di tutti e di mantenere distrutto per sempre Castel Seprio.
Nel 1511, durante la guerra tra Francia e gli Sforza per la contesa del ducato di Milano, Gallarate fu presa e incendiata dagli svizzeri tedeschi, comandati da Matteo Schiner, cardinale di Sion. Nel giugno 1535 gli spagnoli di Carlo V occuparono il gallaratese e vessarono con frequenti scorrerie le terre del circondario. Nel frattempo, a Gallarate, si stabiliva la signoria feudale: il primo dei feudatari fu Giovan Battista Caracciolo (1524).
Nel 1616, per volontà del vicario del Seprio Cristoforo Bonavida, la sede del capitanato fu portata a Legnano. I Gallaratesi, d’accordo con i Legnanesi, reclamarono aspramente col governatore di Milano il quale, due anni dopo, riporto la sede a Gallarate, grazie anche all’intervento dell’allora capitano del Seprio, Don Diego Herreros.
Gallarate fu, da principio, immune al terribile flagello della peste scoppiata nel 1630. Diceva all’epoca un cronista di Busto Arsizio: «i Gallaratesi sono astuti, sagaci e diligenti in guardare la sua comunanza dal contagio, che tutto il mondo gli puzzava, gli pareva uno schifo e una marciura che a parlare bisognava stargli lontano due picche, e più». Ma alla fine la pestilenza entra anche in questa borgata pagando un prezzo altissimo con 450 morti (allora abitata da c.a. 2.500 persone).
Altri feudatari di Gallarate furono: Jacopo, principe di Salisburgo, conte d’Altemps (1643), il marchese Don Cesare Visconti (1662), i Castelbarco (1719). Sotto il nuovo governo austriaco del secolo XIX, Gallarate cominciò a rifiorire.
A partire dal 1815 sino al 1859, Gallarate segue la sorte della Lombardia; manda volontari in aiuto di Milano durante e dopo le Cinque Giornate; nel 1859 è attraversata dalla divisione Urban sconfitta dai volontari dei Cacciatori delle Alpi, comandati da Giuseppe Garibaldi, nella battaglia di Varese. Nel 1866 si forma in Gallarate il 5° reggimento dei volontari garibaldini, che il generale arringa da un balcone di via Arnetta, dove viene posta una lapide commemorativa.
Gallarate ebbe il titolo di città con decreto del 1860, firmato da Eugenio Savoja Carignano, luogotenente generale di S.M. Vittorio Emanuele II di Savoia.

estratto da: "I sessanta anni della Corale Arnatese"